A Castiglione arriva Gianus: arte, fragilità e riflessione a Palazzo Menghini
Castiglione delle Stiviere – Palazzo Menghini, prestigiosa sede della Galleria di Arte Moderna e Contemporanea, apre le sue sale alla mostra di Gianus, inaugurazione sabato 21 febbraio ore 15,30. La mostra è stata promossa dall’associazione Tsdc in collaborazione con il Comune di Castiglione delle Stiviere e curata dal prof. Gianfranco Ferlisi. Fine modulo Gianus street art dal linguaggio unico e riconoscibile, capace di unire originalità e profondo rispetto per l’ambiente e per il pubblico. Le sue opere non invadono lo spazio urbano: vengono lasciate come un dono, a disposizione di chi le incontra e sceglie di accoglierle. Negli anni la presenza di Gianus si è estesa tra le province di Mantova, Verona e Brescia, raggiungendo i rispettivi capoluoghi e grandi città. Ovunque, i suoi lavori hanno saputo catturare l’attenzione e suscitare ammirazione grazie ai temi affrontati e a un modo delicato ma incisivo di comunicare, scegliendo la tela al posto del muro e un dialogo silenzioso ma potente con l’osservatore.
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Artista volutamente avvolto dal mistero, Gianus utilizza l’arte come strumento di riflessione collettiva, toccando temi di forte attualità come ecologia, diritti, violenza e guerra. Il suo linguaggio visivo si nutre di richiami alla letteratura antica e alla mitologia, creando un ponte suggestivo tra passato e presente, simbolo e realtà. Il cuore della mostra è il tema della fragilità, proposto attraverso opere da vivere e interpretare personalmente. Nessuna lettura imposta: il visitatore è invitato ad ascoltarsi, a riconoscere il proprio vissuto e a interrogarsi sui diversi ruoli che la vita ci mette davanti, tra responsabilità, silenzi e scelte di giustizia e rispetto.
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Particolarmente significativo è il riferimento a Pinocchio, che nelle opere di Gianus diventa emblema delle contraddizioni umane, sospese tra verità e bugia, colpa e crescita. La lavagna presente nello spazio espositivo rafforza questo sentire, evocando il castigo ma anche l’apprendimento e la possibilità di riscrivere il proprio cammino. La mostra riserverà sorprese durante tutta la sua durata, dall’inaugurazione ai mesi successivi. Un invito a tornare, a guardare ancora, a rileggere le opere più volte, perché tutto è in movimento: cambiamo noi, cambia lo sguardo e il sentire non è mai lo stesso.

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