Olimpiadi Milano-Cortina 2026, c'è il fotolibro dei tedofori mantovani
Il nuovo fotolibro dal titolo “Mantova, Custodi della Fiamma Olimpica 2006-2026” è stato presentato ufficialmente giovedì 26 febbraio nella Sala Consiliare del Comune di Mantova. 60 pagine a colori che narrano il passaggio del simbolo dei Giochi nel territorio mantovano nel corso di vent’anni attraverso i suoi protagonisti, i tedofori e le tedofore. L’iniziativa, promossa da CONI Mantova e ANAOAI Mantova, fa seguito all’incontro organizzato in Confindustria lo scorso 19 dicembre e rappresenta il primo appuntamento per dare concretezza all’eredità dei Giochi di Milano Cortina 2026 sul nostro territorio. Il fotolibro è stato presentato dall’assessore del Comune di Mantova Andrea Murari, dal delegato CONI Mantova e ambasciatrice AONI Regione Lombardia Tiziana Pikler e dalla consigliera di Mantova e Nazionale ANAOAI Ingrid Agostelli. Tra i tedofori di Torino 2006 presenti Michele Baraldi, Luciano Zavatta, Fabio Grossi e Davide Gola (questi ultimi due tedofori anche vent’anni dopo), mentre tra i tedofori di Milano Cortina 2026 presenti Grazia Attene, Domingo Pacchioni, Francesca Azzolini, Loredana Vessichello, Ottavio Baldi ed Elena Fava. Si ricorda che il braciere olimpico a Mantova è stato acceso in piazza Sordello, lo scorso 19 gennaio, dal tedoforo Roberto Boninsegna.
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Il fotolibro contiene oltre 180 immagini concesse e scelte dai tedofori e dalle tedofore mantovane di Torino 2006 e Milano Cortina 2026, che vanno a ripercorrere il passaggio della Fiaccola olimpica nel territorio a distanza di vent’anni uno dall’altro. Da Mantova a Castiglione delle Stiviere, da Suzzara a Viadana e Asola dando spazio anche ai tedofori mantovani che hanno portato la torcia lontano dalla Provincia come Matteo Cattini, Sergio De Marchi, Ingrid Agostelli e Fausto Desalu. Presenti anche alcuni volontari di Areu Lombardia. “La storia della fiaccola olimpica non è solo un rito simbolico. È un viaggio umano, personale e collettivo allo stesso tempo”, si legge nella prefazione del libro a cura di Marco Riva, presidente CONI Lombardia e componente Giunta Nazionale CONI. “Ogni tedoforo rappresenta un frammento di comunità, un volto, un’esperienza, un valore vissuto. Mantova, con la sua tradizione culturale e sportiva, ha saputo esprimere in queste figure lo spirito autentico del movimento olimpico: impegno, rispetto, amicizia, inclusione. Tra i Giochi Invernali di Torino 2006 e quelli di Milano Cortina 2026 si dispiega un filo ideale fatto di memoria e responsabilità. La legacy olimpica non si misura solo nelle infrastrutture o nei grandi eventi, ma soprattutto nelle persone: nei giovani che trovano nello sport un linguaggio universale, nelle associazioni che operano sul territorio, nei volontari che rendono possibile ogni manifestazione e nei tedofori che incarnano il passaggio del testimone tra generazioni.
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Questa iniziativa racconta proprio questo patrimonio immateriale – continua nella prefazione Riva –. Racconta come un gesto simbolico, portare la fiamma, diventi testimonianza concreta dei valori olimpici vissuti quotidianamente: la capacità di superare i limiti, il rispetto delle regole, la solidarietà, la pace tra i popoli. Valori che oggi, più che mai, hanno bisogno di essere coltivati e trasmessi. Milano Cortina 2026 rappresenta per la Lombardia non solo una straordinaria opportunità sportiva, ma anche un progetto educativo e sociale. La vera eredità dei Giochi sarà la diffusione di una cultura dello sport come strumento di crescita civile, coesione e benessere. In questo percorso, questo libro e gli eventi a esso connessi, diventano simbolo di partecipazione attiva e di appartenenza a una comunità che guarda al futuro senza dimenticare il proprio cammino. Desidero quindi esprimere il mio personale ringraziamento ai Tedofori e alle tedofore – conclude – e il mio apprezzamento per questo lavoro che valorizza storie, emozioni e significati spesso affidati alla memoria individuale, restituendoli invece a una dimensione collettiva. Perché l’Olimpismo non vive solo negli stadi ma nelle persone che ne portano la luce”. L’idea, ora, è di presentare il fotolibro anche nelle scuole mantovane grazie alla collaborazione con l’Ufficio Scolastico Territoriale di Mantova.
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