DS Righi: "Mercato Mantova? Non è ancora chiuso!"

01.10.2020 09:48 di Tutto Mantova   Vedi letture
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DS Righi: "Mercato Mantova? Non è ancora chiuso!"

L'esordio vincente, il mercato, le liste, le incognite dovute al Covid-19 sul campionato. Emanuele Righi, direttore sportivo del Mantova, è intervenuto in esclusiva ai microfoni di TuttoC.com: 

Direttore, esordio con vittoria esterna, meglio non si poteva iniziare.
"Credo che il pareggio fosse più giusto. Ma siamo stati bravi in un momento di difficoltà a resistere e colpire la Fermana sfruttando l'occasione propizia. Come detto però a essere sincero il pari sarebbe stato il risultato più corretto del match. Nel primo tempo abbiamo fatto meglio noi ma all'inizio del secondo la Fermana ci ha messo sotto. Abbiamo vinto e ne siamo molto felici, sappiamo che per noi ogni turno sarà importante. Non sarà semplice centrare l'obiettivo salvezza, siamo in un girone molto difficile e noi siamo una neo promossa che ha scelto una linea giovane. Sono tre punti in meno alla salvezza, la difficoltà del girone la dimostrano anche i risultati della prima giornata, con delle big che hanno già lasciato sul campo punti contro squadre che hanno il nostro stesso obiettivo".

L'arrivo di Ganz è un bel colpo, come è nata e come si è chiusa la trattativa?
"Simone è un giocatore che conosco bene dai tempi del Verona, quando lavoravo lì come scout. Ero andato a visionarlo per l'allora direttore sportivo Fusco quando lui giocava nel Como. È un giocatore che conosco molto bene e quell'anno a Verona l'ho potuto conoscere dal punto di vista morale. Per noi a Mantova è importante avere persone che abbiano un particolare taglio dal punto di vista morale. Simone è tanto forte in campo quanto è una persona perbene fuori dal campo. La trattativa è nata qualche mese fa. Mi sono interessato a Simone tramite il suo procuratore. È sotto contratto con l'Ascoli e bisognava attendere che i bianconeri facessero le loro valutazioni. Poi con l'Ascoli abbiamo trovato l'accordo e devo ringraziare il direttore sportivo Bifulco che ha dimostrato grande competenza e professionalità in questa operazione, quindi siamo riusciti a portare a Mantova un giocatore che ha tanta voglia di tornare a livelli importanti quanto ha voglia di calcio questa piazza. Abbiamo fatto un matrimonio tra questi due aspetti. È arrivato in prestito, ha un altro anno di contratto con l'Ascoli. Se noi ci troveremo bene con lui e lui si troverà bene con noi, perché non provare a far sì che questo matrimonio duri ancora? Però sono discussioni ipotetiche, adesso c'è da dimostrare sul campo quanto Ganz sia forze e quanto Mantova sia la collocazione giusta per lui. Io ci credo molto. Questa squadra l'ho costruita scegliendo personalmente ogni singolo giocatore e hanno tutti la caratteristica di essere giocatori dal passato molto importante che per un motivo o per l'altro hanno avuto battute d'arresto. Di questi giocatori ho la grande speranza che possano confermare quanto avevano fatto in precedenza. È una squadra che nasce con questa filosofia. Mi gioco tanto e vorrei riuscire a vincere la partita relativa a queste scelte". 

Nel complesso è stata una campagna acquisti importante, inevitabile dover rivoluzionare la squadra che aveva vinto in Serie D. Come si è scelto di cambiare in panchina, puntando su mister Troise.
"Io sono di Bologna e ho visto lavorare tutti questi anni il nostro allenatore che ritendo essere un predestinato. Non abbiamo preso un allenatore che deve solo allenare, che già è tanto. Ma deve portare punti con il suo modo di allenare. Ci sono tecnici che gestiscono gruppi importanti e altri che risultano come giocatori aggiunti. E credo che il nostro allenatore faccia parte di questo secondo punto. Mister Troise è tra virgolette esordiente, ma ha già vinto un campionato a Bologna, ha avuto esperienze a Napoli, Venezia, è stata una scelta molto ponderata. Devo ringraziare il Bologna che ha liberato il mister, nonostante avesse un contratto, non tarpando le ali a un tecnico che, ripeto, secondo me è un predestinato. Non ha un compito facile perché il Mantova riparte da zero per scelta, non abbiamo tenuto nessuno se non Guccione dalla passata stagione. È un'avventura molto complicata, nella quale se l'allenatore riuscirà a portare l'obiettivo in porto, dimostrerà quello che già so, cioè quanto è bravo. È una sfida difficile per tutti, per me, l'allenatore e i giocatori. A me son sempre piaciute, questa lo è più delle altre. Sono felice di affrontarla insieme a questi giocatori e a questo allenatore che, ribadisco, ha tutto per diventare molto quotato". 

C'è ancora qualche giorno prima della chiusura del mercato, la rosa è completa o puntate a qualche altra operazione? 
"Noi al momento abbiamo una lista di 21 giocatori con una valutazione su Francesco Finocchio con il quale potremmo risolvere il contratto. Quindi scenderemmo a venti. Se le liste sono a 24 ci restano quattro posti liberi. Non è un segreto che noi abbiamo rapporti con l'Hellas Verona e in questi ultimi giorni saranno fatte delle valutazione da parte loro e da parte nostra. Non posso quindi escludere che possano esserci dei movimenti sia sull'asse Verona-Mantova che in generale su altre situazioni. Una società che ha quattro slot liberi sarebbe stupido che non valuti delle operazioni. Tenendo conto sempre del nostro rapporto con l'Hellas. Credo proprio comunque che i giochi per il Mantova per quanto riguarda il mercato non siano finiti". 

Dopo il botta e risposta, Lega e AIC hanno trovato l'accordo per liste a 24 giocatori. E' il giusto compromesso?
"Sono appena arrivato nella famiglia della Serie C e non so dare un giudizio su questa decisione. Ritengo che l'Assocalciatori abbia agito per tutelare la categoria che rappresenta, così come il presidente Ghirelli stia lavorando per tutelare le società. Probabilmente, se posso permettermi un commento, varrebbe la pena creare un confronto costruttivo, così come c'è stato in queste ore, prima. Essendo Ghirelli un presidente capace, con esperienza, e avendo l'AIC rappresentanti di altrettanta esperienza, credo si possa arrivare prima a certe conclusioni. Non mi esprimo, ripeto, sulla bontà delle decisione e quindi mi adeguo a quelle prese. Ma avendo due soggetti come Ghirelli e l'AIC di grande capacità ed esperienza, credo si possa evitare di prendere certe decisioni all'ultimo. Questo ha portato difficoltà a tutte le parti in causa e questo dovrebbe essere un insegnamento per muoversi per tempo. Anche in prospettiva per la prossima stagione. Abbiamo fior fior di professionisti come Ghirelli e Calcagno, credo possano dimostrare così come stanno facendo in questo momento, di saper dialogare in maniera costruttiva anche in ottica futura".  

Domenica il match col Carpi, una sfida suggestiva. Quanto sarà fondamentale il ritorno del pubblico anche in chiave economica?
"Siamo di fronte a una situazione molto rischiosa per il calcio in generale. In special modo per quelle categorie che non usufruiscono di diritti televisivi, ma anche per chi ce li ha. Spero che ci sia la sensibilità tra chi ha potere decisionale nello Stato di capire che stiamo seriamente rischiando di fare la fine dei mammut. Sentir parlare di porte chiuse o campionati sospesi, significa non avere la percezione che questo mondo è probabilmente già oltre il collasso. Se si prendono decisioni che vadano ulteriormente a limitare o a precludere la possibilità che una palla rimbalzi, si sappia che porterà alla fine. Non sono catastrofista. Poi se a causa del virus si deve fermare la vita di tutti, ne prendiamo atto. Ma continuare la linea del "fermiamo il campionato", significa cancellare il calcio. Abbiamo finito le risorse se non si prende una decisione che consideri la possibilità di convivere con il virus seguendo le regole. Se non si riesce a fare questo, è inutile star qui a industriarci per portare avanti la cosa. Se il calcio non ha pubblico e se viene fermato di nuovo, sarà finito. Ci sono delle regole di convivenza che è giusto applicare da parte di tutti noi. Ma è necessario che ci si renda conto che non ci si può fermare, perché se lo si fa stavolta non ci si rialza più. Per noi il pubblico è fondamentale, sia dal punto di vista economico che per il senso di appartenenza, soprattutto in una piazza come Mantova, del Nord ma con un calore molto simile a piazze del Sud. Per noi il pubblico è motivazione. Domenica col Carpi dovremmo avere 500 spettatori ma è chiaro che avendo un'arena da 7000 persone, è auspicabile che ci sia una concessione per il 25%. La Lombardia è stata pesantemente colpita dal virus, c'è massima solidarietà. Ma la vita in qualche modo deve convivere con questa situazione".