Questura Mantova, disposta sorveglianza speciale per 43enne

06.03.2021 13:03 di Tutto Mantova   Vedi letture
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
Questura Mantova, disposta sorveglianza speciale per 43enne

Il Tribunale Distrettuale di Brescia, nei giorni scorsi, ha decretato l’applicazione della Misura di Prevenzione Personale della Sorveglianza Speciale di Pubblica Sicurezza per 3 anni tre, con obbligo di soggiorno nel Comune di residenza, nei confronti di D. G., 43enne di Viadana, pluripregiudicato ed indagato per associazione a delinquere di stampo mafioso e per altri reati di rilevante gravità. La Sorveglianza Speciale nei confronti di D. G. era stata richiesta al competente Tribunale di Brescia dal Questore della Provincia di Mantova Paolo SARTORI, il quale già nel novembre del 2018 aveva emesso nei confronti di costui un’altra Misura di Prevenzione prevista dal Codice delle Leggi Antimafia, quella dell’Avviso Orale, intimandogli di cambiare condotta di vita e di dedicarsi ad attività lavorative stabili e lecite: “invito” che il soggetto non aveva ritenuto di accogliere. Proprio per questo motivo, continua la nota stampa, il Questore ha quindi deciso di richiedere nei suoi confronti l’applicazione della Sorveglianza Speciale, anche in considerazione del fatto che D. G. non ha mai, sostanzialmente, avuto una stabile occupazione lavorativa, il che ha fatto ritenere che costui tragga i maggiori proventi per il proprio sostentamento e per quello familiare esclusivamente dalla effettuazione delle citate attività illecite. In epoca recente, più precisamente nel giugno 2019, infatti, D. G. era stato sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari in esecuzione dell’Ordinanza di Custodia Cautelare emessa dal G. I. P. del Tribunale di Bologna, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia felsinea, nell’ambito della “OPERAZIONE GRIMILDE” per il reato di “associazione a delinquere di tipo mafioso” e per intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, poiché insieme ad altri soggetti – taluni appartenenti alla consorteria della ‘ndrangheta della famiglia Grande Aracri – aveva reclutato mano d'opera allo scopo di destinarla al lavoro presso terzi in condizioni di sfruttamento approfittando dello stato di bisogno dei lavoratori. Nel caso in cui D. G. dovesse violare anche una sola delle prescrizioni disposte nell'atto di sorveglianza speciale, per costui si riaprirebbero immediatamente le porte del carcere.