Darfo Boario, Trovadini: "Dobbiamo mettere sotto il Mantova"

Il nuovo tecnico del Darfo: "Per me è una grande occasione"
28.04.2011 09:15 di Matteo Bursi  articolo letto 13906 volte
Fonte: Ufficio Stampa Darfo Boario
© foto di Alberto Fornasari
Darfo Boario, Trovadini: "Dobbiamo mettere sotto il Mantova"

Flavio Trovadini oggi è il nuovo allenatore del Darfo Boario; senti che questo sia il punto più alto raggiunto nella tua carriera?
"Sicuramente, per ora, è un punto di arrivo e sono conscio che per me è una grandissima occasione, nonostante sia davvero molto dispiaciuto per quello che è successo al mister. Il prossimo anno c’erano davvero i presupposti per fare un grandissimo campionato. Tornando a me è una bella situazione perché la squadra è viva, ci crede, e ha davvero voglia di arrivare ai play off. Dai giocatori, infatti, ho avuto ottime risposte dagli allenamenti settimanali ed io farò tutto il possibile per farmi trovare pronto per questa prova che mi aspetta".

Domenica si comincia dal Mantova; che tipo di partita sarà visto che il Mantova ha vinto si il campionato, ma che dispone di un organico importante.
"Si, sicuramente, e non è tanto per dire…dispongono di due squadre. Le riserve del Mantova giocherebbero titolari in qualsiasi altra squadra. Sul piano delle motivazioni, l’ho già detto chiaramente ai ragazzi, non ci deve essere partita perché noi dovremo andare in campo con la grinta e con la voglia di metterli sotto, in tutti i modi. E’ chiaro che, sul piano della qualità, loro hanno qualcosa in più di noi ma sono altrettanto convinto che in questo campionato le motivazioni fanno la differenza. Sono certo che i ragazzi faranno una grande gara e ce la metteranno tutta ma, da qui a dire che vinceremo, è difficile".

Parliamo invece ora della rincorsa ai play off che, dopo l’ultima giornata, si è arricchita sempre più, visto che sono rientrate in corsa anche Insubria e Olginatese. Tu come la vedi?
"Sicuramente il vantaggio ce l'abbiamo noi visto che abbiamo 1 punto di vantaggio sulle altre pretendenti. Il nostro destino ce lo giochiamo noi! Sicuramente ci attendono delle sfide difficili ma stento a trovare delle partite facili per qualsiasi squadra a 2 giornate dal termine del campionato. Incontrare una qualsiasi squadra, arrivati a questo punto, per un motivo o per un altro, implica sempre grossi rischi. Noi, come ti ripeto, abbiamo il piccolo vantaggio di quel punticino su Insubria, Legnago e Olginatese e cercheremo di portarlo fino in fondo. Siamo consapevoli di dover fare 6 punti…che non sarà facile…ma so per certo che da parte della squadra, e da parte mia, ci sarà massimo impegno per raggiungere l’obiettivo".

Rapporto con i play off, per Flavio Trovadini, un po’ travagliato…se andiamo indietro nella tua carriera di allenatore a Sellero.
"Sicuramente, a Sellero, il fatto di arrivare ai play off, in quelle situazioni, era già un obiettivo insperato. Non è che li perdevamo di proposito ma è anche vero che la società non faceva niente per venirci incontro e per spronarci ad andare avanti. A Darfo invece è completamente diverso…ho parlato con la società e la dirigenza mi ha detto che vuole fortemente i play off! Garantiremo grande impegno e poi speriamo di essere aiutati un po’ anche dalla fortuna. I ragazzi li vedo bene, anche mentalmente, e sono preparati a giocarsela fino in fondo".

Parliamo ora di te giocatore e, in particolare, della tua esperienza qui a Darfo. Ci ricordi quel periodo?
"E’ un esperienza che ricordo perfettamente anche perché cade nel 1992 anno in cui, tra l’altro, mi sono sposato. Ricordo che era un “grosso” girone di Serie D con Treviso, Alzano Virescit, Cittadella, Lumezzane…. Diciamo che era più una C2 che una serie D. Io arrivavo dalla Stratos Pianico e con Mismetti feci diverse presenze (25 o 26 mi pare…). Fu una grossa esperienza anche se, alla fine della stagione, anche per colpa mia e del mio carattere, passai al Breno e oggi, a posteriori, posso dire di avere sbagliato. Fu comunque un esperienza positiva e la ricordo con molto affetto portandomela ancora oggi nel cuore".

Da giocatore, allora, pensavi già che avresti fatto l’allenatore e, soprattutto, speravi che un giorno saresti tornato a Darfo in questa veste?
"Io sono un ambizioso ed ho sempre sostenuto che chi non ha ambizioni è destinato a morire…ovviamente non nel senso letterario del termine. Uno che non ha ambizione, nella propria carriera e nel lavoro, è destinato a non ottenere nulla. Dopo 2 anni alle spalle di De Paola ed al fianco di Paolo Patroni, grandissimo preparatore atletico, ho imparato moltissime cose e mi hanno aiutato a capire alcuni errori commessi nel mio passato. Con loro sono cresciuto molto come persona e, soprattutto, come allenatore e adesso, che sia per 2 partite o più, mi giocherò al meglio questa chance e questa possibilità che la società mi ha concesso. Penso di essermela meritata, questa opportunità, perché veniamo da due anni di grande impegno e sacrificio e adesso vedremo quello che succederà…".

Ora torni da capo allenatore, come eri sempre stato abituato, dopo 2 anni passati all’ombra di Luciano De Paola; ma se un giorno il tuo telefono suonasse e Luciano ti chiedesse di ritornare a seguirlo, come suo vice?
"So che la possibilità esiste visto che ne abbiamo parlato in passato, io e il mister; sicuramente la nostra zona (la Vallecamonica) è un po’ penalizzata in determinati contesti e non è facile prendere tutto ed andarsene via…soprattutto per uno come me che è legata dal proprio lavoro. Valuteremo col tempo e valuterò le proposte della società. Sicuramente sono rimasto legato a De Paola e con lui andavo molto d’accordo visto che ci accomuna il carattere. Io, alle sue spalle, mi sentivo anche un po’ penalizzato visto che in panchina lui è un fiume in piena e tante volte era quasi inutile l’allenatore in seconda; a lui, durante la partita, serve più una persona che gestisca le sostituzioni. Sul piano delle motivazioni De Paola è forse unico nel suo genere… ora tocca a me e farò di tutto per aiutare i ragazzi a raggiungere l’obiettivo dei play off".