DEFERIMENTO, MESSA IN MORA E STIPENDI NON PAGATI. ORA DONDI, SENZA GARANZIE DI COSA PARLIAMO?

 di Matteo Bursi Twitter:   articolo letto 2894 volte
DEFERIMENTO, MESSA IN MORA E STIPENDI NON PAGATI. ORA DONDI, SENZA GARANZIE DI COSA PARLIAMO?

A squarciare il sereno fu in principio l'Assocalciatori che il 3 maggio, definendo il Mantova un club inadempiemente, mise sul tavolo lacune e arretrati della gestione economica di Viale Te. A quel drammatico comunicato seguirono le richieste di messe in mora da parte di buona parte della rosa del Mantova 2016/2017. Gli stipendi che non furono onorati allora, restano tuttora da pagare. Molti calciatori devono ancora vedersi accredtitate le mensilità di gennaio e febbraio. C'è inoltre chi, lavoratori nell'orbita Mantova nella gestione stadio, sarebbe ancora in attesa di percepire quanto gli spetta da agosto 2016 in avanti. A queste complesse situazioni economiche, si è aggiunto l'atteso deferimento della Covisoc (datato 13 giugno) che si tradurrà in un punto di penalizzazione nella stagione di Lega Pro 2017/2018. Allo stato attuale il presidente Marco Claudio De Sanctis e i soci romani sono alla ricerca di nuovi innesti in società, pronti ad assicurare liquidità. In questo marasma societario, rispunta il nome di Claudio Dondi. Basterà sottolineare che Dondi ha avuto pessime esperienze nel mondo del calcio, con il Trento (non ci soffermeremo sulle problematiche di Asti e Rovigo) che nel 2014 registrò l'annuncio del concordato preventivo depositato in tribunale. Parliamo di soli tre anni fa, quando Dondi e Belfanti chiusero nel peggiore dei modi l'esperienza nel club gialloblù in Serie D. Senza garanzie economiche, ancora naturalmente tutte da dimostrare, di cosa stiamo parlando? Di un altro schiaffo alla città, e a un club in perenne crisi di ossigeno.