Lo sfogo di Roberto Marai: "Garantivo investimenti da 2 milioni 100 mila euro in tre anni. Palazzi non mi ha mai chiamato"

Lo sfogo di Roberto Marai: "Garantivo investimenti da 2 milioni 100 mila euro in tre anni. Palazzi non mi ha mai chiamato"
29.07.2017 08:32 di Matteo Bursi Twitter:   articolo letto 2057 volte
Fonte: Lettera di Roberto Marai
Olli sarebbe stato il ds
© foto di Simone Venezia/Fotolive
Olli sarebbe stato il ds

Riceviamo e pubblichiamo la lettera dell'imprenditore bresciano Roberto Marai, che aveva presentato al Comune di Mantova la manifestazione d'interesse per rilevare il titolo sportivo del club e che ha visto prevalere la proposta di Alberto Di Tanno. Nella lettera, Marai rende pubblica la propria proposta e chiede al sindaco Palazzi se ci sia stata preclusione nei suoi confronti. Ecco il testo integrale.

"Nei giorni delicati dell'assegnazione del Mantova Calcio ho sempre rispettato la regola del silenzio perché il bando si svolgesse nella massima correttezza e non ci fossero influenze di alcuni tipo. 

Ma dopo l'assegnazione della società ho deciso di intervenire per esprimere tutta l'amarezza per come si è svolta la vicenda. E per come mi si sono sentito trattato.

I fatti: domenica il sindaco di Mantova Mattia Palazzi dichiara che assegnerà la società solo a chi dimostrerà di mettere sul tavolo soldi propri. Aveva chiesto trasparenza e soprattutto solidità.

Bene: sulla base di questa linea mi muovo. La mia offerta iniziale era di 500 mila euro, poi dopo il venir meno in fase di presentazione di un gruppo di sponsor decido di aumentarla portandola a 700 mila euro (per un investimento triennale di 2.100.000 euro). Soldi miei, soldi veri, senza sponsorizzazioni.

Alla fine, nonostante rispondesse a tutti i requisiti richiesti dal sindaco Palazzi, la mia offerta è stata scartata senza che in questi giorni di valutazione della commissione preposta io sia mai stato sentito, ascoltato, anche solo per conoscermi come persona, oltre che imprenditore interessato a prendere le redini del Mantova Calcio. Mi sento preso in giro e mi domando se la mia offerta è stata presa in considerazione sul serio.

Il sindaco Palazzi, nonostante le sue linee guida, non ha mai sentito l'esigenza di conoscermi meglio, di vedere chi sono. Si sarebbe reso conto che:

1) in 60 anni di attività le mie aziende non hanno mai avuto un problema, né economico né di altra natura.

2) che avrei affidato la gestione sportiva a un professionista serio e capace come Eugenio Olli, dal curriculum di tutto rispetto, partito tra i dilettanti, arrivato in Lega Pro e mai retrocesso; e che la gestione societaria sarebbe stata seguita direttamente da me con il mio staff di collaboratori, senza intermediari.

3) che avrei dato la panchina del Mantova a un allenatore gradito alla piazza come Ciccio Graziani, che la maglia biancorossa ha già indossato nei tempi gloriosi e che nella passata stagione è stato l'artefice della miracolosa salvezza sul campo.

Non è bastato, dunque, mettere sul tavolo soldi miei, quasi raddoppiare l'offerta che aveva tutte la caratteristiche richieste dal sindaco Palazzi. C'era, dunque, preclusione nei miei confronti?

A questo punto mi auguro che il futuro del Mantova sia roseo per i suoi tifosi, che ringrazio perchè in questi giorni mi hanno fatto arrivare il loro affetto e il loro sostegno, spingendomi più volte a prendere in mano la loro squadra del cuore.

E visto che il sindaco Palazzi aveva giustamente invocato trasparenza, nessun problema a rendere pubblica la mia offerta. A patto che sia resa pubblica anche degli altri partecipanti al bando. Anche solo per una questione di rispetto nei confronti dei tifosi del Mantova.

Roberto Marai