Un solo obiettivo, vincere! I ripescaggi, l’ennesimo passo incerto del calcio italiano

Editoriale del direttore di TuttoMantova.it
05.08.2010 14:47 di Matteo Bursi   Vedi letture
© foto di Federico De Luca
Un solo obiettivo, vincere! I ripescaggi, l’ennesimo passo incerto del calcio italiano

Il Mantova riparte dalla Serie D. Ormai l’ambiente virgiliano ha metabolizzato la fragorosa caduta dall’Olimpo della Serie B al modesto palcoscenico del Campionato Nazionale Dilettanti. Un deja-vu del quale francamente avremmo fatto volentieri a meno, ma dal quale è necessario ripartire con l’obiettivo di tornare nelle categorie che Mantova ha dimostrato di meritare. E questo è un merito di Fabrizio Lori, il presidente che ha permesso ad un ambiente che da troppi anni non assaporava certi scenari di tornare ad essere protagonista nel calcio che conta. Dominare i playoff della C1 e vivere anni di emozioni in Serie B resteranno nella storia del Mantova. Per le analisi più complete di quanto successo negli ultimi mesi ci sarà tempo, visto che la nuova società è ancora in fase di rodaggio e il nuovo Mantova sta solo nascendo. L’ultima gara casalinga ha visto arrivare al Martelli il Torino (simbolo di un’epoca biancorossa), la prossima potrebbe essere un derby contro Castellana o Sterilgarda Castiglione (il team di Zilia può scrivere pagine importanti del calcio dilettantistico mantovano). Un nuovo inizio in cui l’entusiasmo non dovrà mancare e la società deve sempre averlo ben presente. L’obiettivo deve essere uno, uno soltanto: vincere il campionato. Mantova non può conoscere altri scenari. Per vincere, la rosa attuale necessità di altri due innesti di spessore, la dirigenza lo sa e deve cercare di assicurare i colpi nel più breve tempo possibile. Affiancare a Ciccio Graziani un'altra bocca da fuoco da venti gol per la categoria e un centrocampista dai piedi buoni significherebbe mettere le basi per una stagione (quella del centenario) che dovrà vedere le bandiere biancorosse tornare a festeggiare una promozione.

C’è chi è passato recentemente dalla strada che il Mantova ha appena imboccato. A Pisa un anno fa si registrava il dramma del fallimento e la discesa in Serie D. Poi ne è seguito un campionato dominato e (ieri) un ripescaggio che riporta di colpo i toscani in Prima Divisione, la vecchia C1. Proprio i ripescaggi di Serie B e Lega Pro paiono essere l’ennesimo passo incerto di un movimento calcistico alla ricerca di un’identità perduta. In Seconda Divisione vengono ripescate 16 squadre (Avellino, Bellaria Igea, Campobasso, Carpi, Carrarese, Casale, Virtus Entella, Latina, L'Aquila, Matera, Pomezia, Pro Belvedere Vercelli, Renate, Sanremese, Trapani e Vigor Lamezia) e il lotto di compagini nella vecchia C2 sale così a 49. Un numero che taglia di poco (5) il numero di squadre della Lega Pro nonostante le numerose mancate iscrizioni (21), creando una Divisione con gironi sfalsati numericamente, inimmaginabile in competizioni internazionali o nella realtà inglese, sempre valido termine di paragone. In Serie B infine ripescata la Triestina, che vince il “ballottaggio” con il Verona, prima delle aventi diritto della Lega Pro. La società giuliana quindi non pagherà la retrocessione scontata sul campo, nonostante le difficoltà riscontrate per l’iscrizione alla Lega Pro, che risalgono a non più di trenta giorni fa. “L’anno prossimo basta ripescaggi” ha tuonato il presidente della Lega Pro Mario Macalli. L’augurio è che sia la volta buona. Servono idee chiare per format vincenti. Una Serie B a 20 squadre potrebbe essere il primo passo verso il rilancio di un campionato che non vive da tempo delle proprie entrate economiche. Una Prima Divisione a 18 è necessaria, la Seconda Divisione poteva essere già portata questa stagione a 16.