Un patrimonio da salvare

Editoriale del direttore di Tuttomantova
23.02.2010 02:01 di Matteo Bursi   Vedi letture
© foto di Matteo Bursi
Un patrimonio da salvare

Senza scomodare l'inserimento della città virgiliana nella lista dei patrimoni dell'umanità dell'UNESCO, a Mantova oggi c'è un altro patrimonio, la Serie B. Si tratta, come i veri patrimoni, di materiale prezioso, da salvaguardare. Nel calcio la salvaguardia di quel patrimonio chiamato cadetteria passa per certe situazioni di gara e dinamiche di squadra che sul verde prato del Martelli lo scorso sabato pomeriggio si sono potute ammirare.

L'imprevedibile, ma temuta e temibile, squadra biancorossa supera con merito la pericolosa compagine neroverde, stabilmente posizionata nelle zone alte (e altissime) del campionato sin da inizio stagione. Si tratta a ben vedere di un, graditissimo, replay a breve distanza dalla vittoria ottenuta - sempre tra le amate mura amiche - contro l'allora secondo Ancona di Mastronunzio. Eccola: l'ammazzagrandi! Evitato il dente avvelenato dell'ex Noselli, che non avrebbe affatto disprezzato una rete all'Aciemme, ma non il castiga-Mantova Martinetti, le sbavature della squadra di Serena contro il Sassuolo sono state ridotte al minimo. L'hanno fatta da padrone invece determinazione, grinta e cattiveria agonistica, che hanno fruttato tre punti vitali dopo la clamorosa batosta calabrese di sette giorni prima. I biancorossi vincono il Sassuolo proprio grazie alle caratteristiche necessarie al mantenimento della categoria.

I numeri ora sorridono ampiamente al Mantova formato Martelli. Con il 2010 ingranata una marcia superiore tra le mura amiche: battuti Ancona, Frosinone, Crotone e Sassuolo, pari combattuto con l'Ascoli. Cinque gare interne per il corrispettivo dorato di tredici punti, contro i miseri tre punti racimolati nelle precedenti cinque partite casalinghe. Ritmo promozione, verrebbe da dire, confrontato ad un precedente e desolante standard retrocessione. I paradossi del calcio ci raccontano anche di un'inversione di tendenza sull'altra metà del guado; in trasferta infatti l'Aciemme deve ritrovare l'andamento del finale del 2009, quando inanellò cinque risultati utili consecutivi con il suggello del meritatissimo pareggio all'Olimpico di Torino. A Bergamo quindi per sfatare una recente tradizione negativa lontano dal Martelli, contro l'Albinoleffe per dare uno scossone importante alla classifica virgiliana, servono punti, continuità e segnali alla concorrenza per preservare un'inestimabile patrimonio conquistato nella calura del giugno 2005 dopo trentatré anni di sudata e assidua frequentazione della vecchia serie C. Per questo non ci si può accontentare dell'ammazzagrandi ammirata recentemente al Danilo Martelli, ma d'ora in avanti una schiantapiccole deve farsi largo nella determinante selva degli scontri diretti.