Tutti confermati, la lezione deve essere sempre di monito

Crescere ancora, con lo zoccolo duro che ha portato alla promozione
27.04.2011 08:00 di Matteo Bursi   Vedi letture
© foto di Tommaso Sabino/TuttoLegaPro.com
Tutti confermati, la lezione deve essere sempre di monito

Riavvolgere il nastro di soli dieci mesi, significa tornare in alcuni dei momenti più drammatici - sportivamente parlando, s'intende - della centenaria storia del Mantova. Un fallimento che ha fatto precipitare il club biancorosso dai fasti della B all'inferno del calcio dilettantistico. Eppure, l'incubo per l'ambiente virgiliano è già concluso. Una ripartenza critica, visto che da un fallimento non si può che ripartire da zero, ma una ripartenza importante, con una società e uno spogliatoio che hanno fatto gruppo e puntato dritto ad un obiettivo - poi centrato - senza nascondersi e vedendo quel traguardo come unica via per mantenere vivo l'entusiasmo di un ambiente, capace di staccare 1500 abbonamenti per la Serie D del post fallimento. Ripartire non è mai semplice, vincere (a qualsiasi livello) non è mai un calcolo matematico. Il Venezia fallì nel 2009, sprofondò nei dilettanti, e ora malgrado il passaggio di proprietà al magnate russo Yury Korablin gli arancioneroverdi dovranno con tutta probabilità presto dire definitivamente addio (per la seconda stagione di fila) alla promozione in Lega Pro, beffati dal Treviso. Perché la vittoria del Mantova, mai veramente in discussione dall'affermazione sul Trento alla sesta giornata, è stata sudata e i meriti vanno divisi tra tutte le componenti. Il segreto nasce dal monito della severissima lezione che Mantova ha pagato sulla propria pelle meno di un anno fa. Un passo alla volta, cercando di sfruttare appieno due componenti che fanno del nuovo Fc un patrimonio ancora destinato a crescere: l'entusiasmo dei tifosi e dell'ambiente da un lato e la presenza di numerosi soci (con altri soggetti pronti ad entrare) dall'altro. Si riparte da qui, si riparte dalla promozione in Lega Pro. Il Mantova deve ripartire da Manuel Spinale, Mirko Bellodi e Ciccio Graziani. Il Mantova deve ripartire dal tecnico Archimede Graziani, che ha il merito di esser riuscito a cementare dall'avvio in un gruppo, una compagine di 25 perfetti sconosciuti e di aver virato dalle iniziali idee, sposando il 4-3-3, modulo capace di adattarsi all'organico biancorosso. Il Mantova deve ripartire da Enrico Dalé, direttore sportivo giovanissimo eppure già seguitissimo. La Spal lo corteggia, ma blindandolo Mantova potrebbe davvero mettere a frutto le idee che l'ex pupillo di Pasquale Sensibile ha mostrato di saper mettere in pratica. Coulibaly e Colonetti le ciliegine di un mercato condotto sotto il segno del vivere alla giornata, per un ritardo cronico (dovuto all'incubo fallimento) con cui la società doveva far conto. Ma è storia di un'estate fa. Ora l'occhio attento al mercato dei giovani e la sintonia mostrata sia con Alberto Castagnaro che con il presidente Bruno Bompieri, fa di Dalè un altro perno da cui l'Fc deve ripartire. Si deve ripartire da Bruno Bompieri, presidente del nuovo corso, che non vuol esser inteso come un uomo solo al comando, ma come il coordinatore di un gruppo di dirigenti e soci che faccia sognare ancora Mantova. C'è un progetto, che la società pare abbia sposato in pieno, e proprio per questo va battuta la strada già intrapresa in questa stagione e devono essere sbrogliati i nodi che sembrano risultare ancora da sbrogliare, come la convivenza (armonica) tra Bompieri e Castagnaro sulle visioni di progettualità: punto di partenza imprescindibile.