Ottimismo sì, ma con giudizio

Editoriale del direttore di TuttoMantova.
11.11.2009 15:00 di Matteo Bursi   Vedi letture
© foto di Matteo Bursi
© foto di Matteo Bursi

In quarantacinque minuti è cambiato il mondo. Quasi. Dal primo tempo non travolgente del Garilli al secondo tempo pieno di spunti positivi (e di gol), il Mantova pare aver cambiato il proprio mondo. Ma non lo ha ancora fatto. L'ottimismo è il benvenuto, specie dopo il fango delle ultime settimane, ma bisogna accoglierlo con giudizio. Tenere i piedi per terra e guardare la classifica può essere un buon viatico per farlo. Se fino al minuto 45 del primo tempo di Piacenza, un gol dei padroni di casa avrebbe potuto far crollare ogni aspirazione virgiliana negli impantanati e pericolosi bassifondi della classifica cadetta, le reti di Carrus e Spinale permettono a casa Mantova di tornare a respirare, e - conseguentemente - fanno sprofondare gli emiliani nella situazione da noi scongiurata.

Ma la situazione della graduatoria non è buona. Il Mantova è ancora in zona playout e dovrà lottare ancora per uscirne, si spera, una volta per tutte. Il calendario, come già avevo accennato nell'ultimo editoriale, ora offrirà la grande chance di affrontare squadre alla portata dell'Aciemme, molte delle quali in casa: da qui alla sosta natalizia quattro incontri su sei si disputeranno al Martelli. In queste gare ci vorrà un atteggiamento tambureggiante, si dovrà aggredire aggredire e aggredire, senza permettersi il lusso di lasciare agli avversari quarantacinque, cinque, neanche un minuto. 

Continuità avevo invocato tre settimane orsono dopo il pari con l'Empoli, e la parola continuità pare sia comparsa nel vocabolario del Mantova targato Serena. Al mister veneziano è stata creata attorno un'atmosfera idilliaca dalla società (è un merito poco sottolineato), perché dopo qualche errore di valutazione sui precedenti tecnici, viale Te ha deciso di puntare con decisione - in estate - su una linea, di cui Michele Serena è il perno centrale. Una linea di ringiovanimento, di fari spenti e obiettivi meno fuorvianti, di progetto a lunga scadenza, e il grande merito della società virgiliana è stato quello di non incorrere nel pericolo di buttar via ogni progetto di inizio stagione nel duro momento che l'Aciemme ha passato nelle prime giornate. Ora l'inversione di marcia sembra che il Mantova si stia approcciando a farla, ma la continuità da qui a Natale potrà davvero farci sentire nostro quell'ottimismo (altro vocabolo sconosciuto nel calcio biancorosso dell'anno 2009) che la prima vittoria esterna stagionale ha generato tra i mantovani.