MENO AUTOREFERENZIALITA' E PIU' ATTENZIONE AL CAMPO

MENO AUTOREFERENZIALITA' E PIU' ATTENZIONE AL CAMPO
21.04.2016 09:38 di Matteo Bursi Twitter:    Vedi letture
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MENO AUTOREFERENZIALITA' E PIU' ATTENZIONE AL CAMPO

Il Mantova è terzultimo in Lega Pro, con la disputa dei playout scenario ormai prossimo per evitare la drammatica retrocessione in Serie D. Spettro mai concretizzatosi in 106 anni di gloriosa storia biancorossa. In queste settimane però a tener banco è un eccesso di autoreferenzialità in società.

Serve però un passo indietro con una doverosa premessa. Il Mantova ha oggi una della società più solide del panorama di Lega Pro, un salto in avanti inestimabile rispetto a dodici mesi fa, quando la gestione societaria era un colabrodo, cumulo di penalizzazioni e stipendi non pagati, o pagati in ritardo. Ma esattamente come nella scorsa stagione, in questi giorni emerge un eccesso di autoreferenzialità nella comunicazione societaria. Le lettere di Serafino Di Loreto e la presa di posizione del presidente Sandro Musso lanciano segnali non incoraggianti sul futuro prossimo ma non guardano al presente né al discorso tecnico. Come Tirelli e soci un anno fa, per la furia di Juric (ricordiamo che il celebre e irato sfogo del croato in sala stampa avvenne proprio dopo gli ennesimi discorsi dirigenziali che nulla avevano a che fare con l'aspetto tecnico e di squadra), oggi Musso e Di Loreto nelle dichiarazioni pubbliche non assicurano il giusto spazio all'attualità tecnica, che vede il Mantova rischiare di naufragare sul campo in un cupo scenario mai fin qui toccato. Le stesse esternazioni oltretutto fanno passare in secondo piano la ripresa, tecnico-tattica, che sul campo il Mantova sta vivendo dall'avvento di Luca Prina al timone. Al Mantova di oggi serve una società solida, quale quella in carica, ma con meno autoreferenzialità nella comunicazione e più attenzione al fondamentale capitolo tecnico. Al Mantova di domani è doveroso pensare, ma prima di intraprendere discorsi relativi al ripescaggio, c'è da fare il possibile e l'impossibile per assicuare a Prina e al gruppo la serenità, l'attenzione e il supporto per conquistare una salvezza che somiglierebbe ad un campionato vinto.