Mantova, mercato voto 8!

Editoriale del direttore di TuttoMantova
04.02.2010 06:01 di Matteo Bursi   Vedi letture
© foto di Matteo Bursi
© foto di Matteo Bursi

Un otto tondo tondo, con la possibilità di arrotondarlo al dieci. Non sufficienze risicate, promosso a pieni voti il mercato di gennaio dell'Aciemme. Come ovvio che sia, le sessioni di calciomercato possono essere giudicate solamente nel tempo. Un esempio, nel gennaio del 2006, col Mantova lanciatissimo in vetta alla classifica del campionato cadetto, in riva ai laghi arrivarono Mirko Gasparetto, Alessio Sestu e Valerio Di Cesare. Due semi-sconosciuti, Sestu come ricorderete fece storcere al naso a molti e Di Cesare era reduce da una non convincente esperienza al Chelsea e nella stessa stagione non aveva trovato molto spazio nel Catanzaro ultimo in cadetteria. Eppure, quattro anni dopo, Sestu è diventato uomo mercato e sbarca ora in Serie A, dove nell'effervescente gioco offensivo di Ventura ha l'occasione della vita, Di Cesare è uno degli ex biancorossi più rimpianti e Gasparetto in Serie B è una garanzia, lo testimonia lo sforzo del Padova per acquistarlo. 

Oggi è tutta un'altra storia, non si lotta per la A e la società attraversa un momento complesso, eppure il mercato appena concluso è stato condotto in maniera oculata e gli obiettivi centrati. Non ci si potevano attendere rivoluzioni, ma si voleva unicamente completare una rosa scoperta nel reparto offensivo. Fatto. Alessandro Pellicori arriva a Mantova, dopo una parentesi non certo indimenticabile oltremanica al Queens Park Rangers. Per caratteristiche e potenzialità realizzative (diciotto reti realizzate ad Avellino nel 2007/8, ultima stagione disputata interamente dall'attaccante cosentino con la stessa maglia) è la punta che all'Aciemme di Michele Serena serviva. Ora il Mantova funziona bene con Caridi e Locatelli a supporto di un unico attaccante, quindi sarà l'allenatore a dover trovare il giusto assetto e la quadratura del cerchio.

L'affare Pellicori non è stato l'unico movimento, l'otto in pagella a Magalini, Poggi e soci è giustificato anche dalle operazioni in uscita. Con l'esplosione di Lambrughi (ottime le sue ultime prestazioni) tenere fuori rosa Jacopo Balestri - soprattutto viste le condizioni societarie - era un lusso che non ci si poteva permettere. La sua cessione alla Salernitana va vista soprattutto nell'ottica di alleggerimento degli ingaggi (come le cessioni di Passoni, Godeas e Corona in estate). Alex Valentini, promettente giovane portiere di casa Mantova, è stato giustamente ceduto in prestito in Lega Pro per assicurargli cinque mesi di calcio giocato. Stesso discorso per l'altro ex Primavera Federico Coppiardi. Per quanto riguarda André Cuneaz invece le prospettive a Mantova con Michele Serena non erano rosee, il modulo utilizzato dal tecnico penalizza gli esterni puri e il valdostano di scuola Juventus è stato girato in prestito a Taranto fino a giugno, poi si vedrà. Mattia Marchesetti (anch'egli ai margini della rosa per l'impostazione tattica adottata dal mister veneziano) è in attesa del trasferimento al Lugano. Con la sua cessione - sarebbe inutile tenere un giocatore inutilizzato e poco considerato per l'attuale scacchiere tattico a scaldare la tribuna centrale del Martelli - le scelte sarebbero certamente condivisibili.

Fra qualche mese, certamente, potremo aggiornare e allargare le, per ora ristrette, vedute.