La responsabilità più grave: aver abbandonato il miglior allenatore degli ultimi dieci anni

Editoriale di Matteo Bursi per Tuttomantova.it
04.04.2015 08:55 di Matteo Bursi   Vedi letture
La responsabilità più grave: aver abbandonato il miglior allenatore degli ultimi dieci anni

Mantova non conosce serenità sul fronte societario. E' una litania che va ripetendosi da mesi. Dal passaggio di gestione da Michele Lodi a Nicola Di Matteo nell'estate 2014, tutto quanto gravita attorno a Viale Te è diventato estremamente complicato. Sarebbe oltremodo tedioso elencare tutti i punti chiave di mesi da psicodramma nel cda. Basti ricordare prima il lontano affaire De Pasquale, poi la toccata e fuga di Esposito e infine l'ingresso di Di Matteo, con le recenti dimissioni dello stesso presidente e i presenti giorni caldi che portano ad un dentro o fuori, con i bresciani della Sdl unici interessati a subentrare, rilevando le quote di Di Matteo, ma (messo in chiaro) dalla prossima stagione.

Tra le responsabilità più gravi del caos generalizzato che sta imperando in Viale Te da mesi c'è certamente l'aver prima lasciato solo e poi abbandonato Ivan Juric. Di gran lunga il miglior allenatore del Mantova degli ultimi dieci anni, al pari di un certo Domenico Di Carlo per quanto ha dato alla squadra in campo, all'ambiente e alla tifoseria. Juric ha il grande merito di aver compattato un gruppo di giovani nel pieno della tempesta societaria. Ha affrontato a muso duro Esposito, costringendolo di fatto a lasciare Mantova e sta portando la squadra (con un gioco di gran lunga migliore alla media della Lega Pro) ad un passo da una precedentemente insperata salvezza diretta. Ha vestito panni ben più ampi del puro ruolo dell'allenatore. E' stato e spesso è ancora il principale riferimento per la piazza intera. 

Il tutto in cambio di elogi diffusi, ma mai (eccezion fatta per l'ingaggio, richiesto da Juric, di Boniperti) di un gesto concreto di appoggio, da parte di Di Matteo e dei soci mantovani. L'amarissimo sfogo del tecnico di Spalato dopo la sconfitta con la Giana Erminio, visto dalla rabbia negli occhi del condottiero che si sente tradito, ne è la testimonianza più genuina.

E' tempo di salvare il club, ma probabilmente l'abbandono del miglior allenatore degli ultimi dieci anni è una macchia che non potrà essere cancellata.