Dieci punti o tanti saluti ai sogni di gloria

Le prossime quattro partite decideranno il campionato del Mantova.
Editoriale del direttore di TuttoMantova
15.04.2010 09:01 di Matteo Bursi   Vedi letture
© foto di Matteo Bursi
Dieci punti o tanti saluti ai sogni di gloria

Sono tante le componenti da analizzare in una stagione travagliata come quella del Mantova 2009/2010. A più riprese pessimismo cosmico e poi ecco rinascere d'improvviso la speranza di uscirne, altalena continua di emozioni e sensazioni di colori e umori opposti senza gradazioni intermedie di colore: o è notte fonda, o la luce splende. Così sarà inevitabilmente sino a domenica 30 maggio, lo va ripetendo Michele Serena da settimane, ne è convinto l'ambiente da inizio anno.

Proprio perché la situazione non è lineare e non è facile afferrarla con univoci pensieri, vanno distinte alcune cose. Da una parte c'è il Mantova del bel gioco, della personalità, della grinta e del furore agonistico che - sconosciuto ad inizio stagione - sta animando le partite interne dal gennaio 2010. Dall'altra, si segnala la presenza di una serie consistente di nubi nell'animo della stessa compagine che al Martelli così ben figura, ma che quando - a differenza del finale del 2009 - deve preparare una gara in trasferta si scioglie come neve al sole. Ma è necessario, per schiarire l'orizzonte in un già caldissimo finale di stagione, cogliere i segnali positivi che nelle croniche batoste al di là del Mincio abbiamo recentemente potuto constatare. Dopo il buon passaggio a Grosseto, campo ostico sul quale si è visto un buon Mantova, l'Aciemme versione trasferta ha dovuto far visita alle seconde della classe, Brescia e Cesena. Sono arrivate due sconfitte, l'importanza anche di un solo punticino in un momento simile è nota a tutti, ma nonostante questo non si è assistito alle fragorose debacle di risultato e - soprattutto - prestazione che invece avevano caratterizzano le spedizioni di Trieste, Reggio Calabria e Bergamo. Il carattere messo in mostra tra le mura amiche è lontano da esser mostrato, ma qualche piccolo segno di maggior compattezza nelle ultime due gare esterne lo si è potuto cogliere.

Ora non è più tempo di condizionali vari, adesso è venuto il momento di concretizzare. La possibilità di dare un finale positivo ad una stagione sinora altamente sotto le aspettative esiste ancora, ma non sono più ammessi passaggi a vuoto. Sei punti nelle prime nove giornate di campionato, o nove punti nelle prime dodici, hanno pesato, pesano e peseranno sul destino del Mantova sino all'ultimo minuto della gara di Ancona, ma non serve continuare a pensarci. Il Mantova ha davanti a sé sette battaglie, sette partite da qui alla fine della stagione per capire se il futuro della società di Viale Te potrà ancora essere vissuto nella gloriosa Serie B. E' utile considerare un altro dato interessante, nelle ultime tre gare l'Aciemme ha totalizzato un punto, serie negativa che non accadeva da tempo, eppure non è stata scavalcata dal Gallipoli, mantenendo la terzultima piazza e la distanza dalla quota salvezza è di quattro punti e i playout sono a sole due lunghezze. E' il segnale che anche le concorrenti hanno avuto un calo, leggero ma significativo, dato che sino a tre settimane fa tutti correvano. 

Come detto, mancano sette gare, ma il Mantova ha una grossa occasione di costruire il proprio futuro nelle prossime quattro partite, per poi presentarsi al rush finale con maggiori convinzioni. In sequenza l'Aciemme ospiterà sabato il Gallipoli (la vittoria qui è l'unico risultato ammissibile), poi l'attenderà una doppia trasferta a Padova, contro il Cittadella e sul campo della già retrocessa Salernitana: ben consci dello strepitoso momento dei veneti, quattro punti non sono da mission impossible. Chiude il mini-ciclo analizzato il derby interno contro il Modena, che naviga da tempo in acque tranquille. In casa la vittoria può arrivare contro chiunque e il Mantova lo ha già fatto vedere. Dieci punti cambierebbero tutto. Presentarsi a 48 punti, con tre giornate davanti non è utopia, è un traguardo ancora raggiungibile. Un occhiata al calendario può fortificare certe idee, ma qui si da per scontato il furore agonistico che i biancorossi dovranno buttare in campo per novantasei minuti di ognuna delle rimanenti battaglie, condizione sine qua non per qualche residuo sogno di gloria.