Continuità, quella parola sconosciuta

Editoriale del direttore di TuttoMantova.
19.10.2009 10:38 di Matteo Bursi   Vedi letture
Continuità, quella parola sconosciuta

Dalla conclusione dell'incontro Mantova-Empoli di sabato pomeriggio si è parlato molto del rigore non concesso (e a rivederlo sembra sempre più netto) ai biancorossi in pieno recupero e si è parlato ancor di più dell'amaro sfogo del presidente Fabrizio Lori, deluso dalla contestazione apparsa sotto forma di striscione in curva Te. Non si è parlato, se non in una bassa percentuale, delle indicazioni che lascia in eredità la decima giornata. 

Quando si arriva alla decima giornata di campionato, con la cifra tonda, è già tempo di bilanci. Ad un quarto del percorso il bilancio biancorosso è carente, ma certe convinzioni emerse nella sfida ai toscani di Campilongo fanno maturare altre considerazioni. Già, perché sette punti in dieci giornate sono da media retrocessione (chiamiamola con il suo nome, spesso evocato ma troppe volte temuto) però non sono tutte da lacrime le prime dieci uscite dell'Aciemme.

Già, nelle sensazioni post-Empoli c'è' dell'ottimismo che non si intravedeva neppure dopo la vittoria con il Grosseto. Perché una vittoria non fa primavera, ma certe prestazioni possono garantire un futuro più roseo. Il Mantova ha toppato in pieno due uscite (su dieci incontri è il 20%) ed è qui forse il problema più grave. Per una squadra che deve uscire da un periodo duro, non sono più ammesse partite "storte", non è più ammesso arrendersi già prima di entrare in campo. Con un pizzico di fortuna in più (Ascoli) e due partite "storte" in meno, il Mantova non avrebbe tutti i problemi di classifica che ha. E comunque anche altre squadre non viaggiano a cento allora (Piacenza, Crotone, Reggina e Gallipoli sono - chi più chi meno - in flessione e, come il Mantova, nei bassifondi) e allora potrebbe bastare un po' di continuità - questa parola sconosciuta da quasi due anni in casa Mantova - per uscire senza troppi patemi dai fanghi della zona C.

Se - e qui chiamiamo in causa la continuità - il Mantova dovesse riuscire a conquistare due risultati utili nei prossimi impegnativi scontri di Vicenza (lunedì in posticipo) e in casa con il Brescia, concludendo il mese di ottobre degnamente (non come l'infausto settembre), si potrebbe vedere novembre, come il mese della possibile (e auspicata) risalita. Da qui alla sosta natalizia la continuità, coniugata con un calendario che (specie in casa) offre la possibilità di svoltare, può far dipanare la nebbia dall'identità di un Mantova spesso generoso, ma ancora dall'identità titubante.

C'è una condicio sine qua non. Tutto questo si può concretizzare se e solo se (qui mi riallaccio al tema forte del postpartita di sabato) verrà confermata la permanenza al timone della società di quel presidente che ha (ri)fatto grande il Mantova. Perché credo che uno striscione - seppur di contestazione - non possa far chiudere una storia, fin qui, bellissima.